... che un giorno ci sarebbe stata la rete. Eppure quando Giampiero mi parlava, nei primi anni Novanta, della possibilita' del nascere di un'entita' che avrebbe collegato il mondo intero pensavo che avesse letto troppo William Gibson.
Invece e' successo. Il computer ha smesso di essere un gioco per diventare imprescindibile strumento di lavoro.
Cosa pensiamo dei rapporti virtuali?
Perche' ci sono persone che, pur abitando a pochi minuti di distanza, preferiscono parlarsi attraverso la mediazione di uno ??
Il villaggio globale ci ha uniti o ci ha resi prigionieri?
Perche' la prima insopportabile scena, ogni volta in cui si prenda un aereo, e' quella di una folla di gente che ad atterraggio concluso (a volte neanche del tutto), si precipita ad accendere il cellulare e ad avvertire amici e parenti del proprio essere in contatto?
Perche' la gente impazzisce quando sulle isole il cellulare non prende?
Perche' la gente tiene il cellulare acceso al cinema e continua a scaricare la posta dal blackberry o a leggere facebook interferendo con il buio altrui? Non e' insopportabile tutto cio'?
Est modus in rebus... io trovo bello poter scrivere questo commento, e averti "incontrato" anche se solo virtualmente grazie alla rete e al nostro scrittore preferito. Internet soddisfa le curiosità che prima mi dovevo tenere, tampona la mia cattiva memoria e mi permette di esprimermi pubblicamente se ne ho voglia e di ritrovare persone che pensavo perse nella nebbia dei tempi. Anche il cellulare è un buon mezzo perché in tanti casi semplifica la vita. Però hai perfettamente ragione sugli eccessi a cui si può arrivare con l'uno e l'altro mezzo; anch'io li trovo insopportabili. Forse ci vorrebbe una rieducazione di massa, mentre siamo costantemente martellati solo da messaggi che portano verso quel tipo d'uso. Comunque, se ne parliamo vuol dire che un po' di coscienza almeno qualcuno ancora ce l'ha, cerchiamo di limitare noi stesse e contagiare qualcun altro! :-)
RispondiEliminaSono totalmente d'accordo con quello che scrivi.
RispondiEliminaE soprattutto apprezzo molto la limpidezza e l'eleganza della prosa. Ho visto che cammini in montagna. Io solitamente scendo sui fondali, ma mi piace molto anche passeggiare nei boschi. Ho un'amica, Cristina, di Olgiate Molgora con cui mi avventuro sulle "sue" montagne. Chissa'. magari un giorno ci organizziamo per conoscerci de visu.
Va bene! Di sicuro se Jonathan viene ancora a Milano poi non potremo mancare!
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